Chiunque ritenga che l’antisemitismo sia un fenomeno conclusosi con la fine della seconda guerra mondiale, si sbaglia. Ricordando ed analizzando molti dei più significativi episodi di antisemitismo verificatisi dopo il 1945 in Italia, in particolare in Alto Adige, e nel mondo, emerge chiara la necessità di una incessante ed attenta vigilanza nei confronti di ogni forma di razzismo.
Risulta ormai evidente che la Giornata della Memoria corra il pericolo di perdere la sua intensità evocativa ed il suo significato di ammonimento ad agire per prevenire il riaccendersi di un odio antico in forme moderne.
L’antisemitismo non può mai, in nessun giorno dell’anno, essere ignorato o tollerato.
Federico Steinhaus
Federico Steinhaus è nato a Merano nel 1937. Si è laureato con lode in Scienze Politiche all’Istituto Cesare Alfieri di Firenze, avendo come docenti Giovanni Spadolini, Mario Luzi, Giovanni Sartori ed altri professori di chiara fama.
Ha pubblicato diversi libri: Ebraismo sefardita. Storia degli ebrei di Spagna nel Medioevo del 1969 fu il primo testo in italiano su questo tema; La terra contesa. Storia dei nazionalismi ebraico ed arabo (1984); Ebrei/Juden. Gli ebrei dell’Alto Adige negli anni trenta e quaranta (1995); Le parole malate: la disinformazione come sistema (2012), una analisi della propaganda, dei pregiudizi e delle menzogne su Israele; Un convento a Gerusalemme. Genesi del conflitto arabo-israeliano (2014).
È stato attivo nella vita pubblica locale ed ha rivestito incarichi rilevanti nelle istituzioni ebraiche nazionali ed internazionali. È impegnato da anni in attività di volontariato umanitario con il Lions Clubs International.
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