Il libro ricostruisce accadimenti, strutture istituzionali, figure e narrazioni riguardanti l’istruzione degli Altoatesini di lingua italiana nell’Alto Adige/Südtirol della “Operationszone Alpenvorland”, ossia della regione d’occupazione militare creata dai Tedeschi nel Nord-Est d’Italia (comprendente le provincie di Bolzano, Trento e Belluno), all’indomani dell’invasione nazista dell’8 settembre 1943.
La trattazione della storia scolastica si fonda su interessanti documenti d’epoca, tratti dagli archivi e dalle narrazioni autentiche di testimoni. Costoro vissero i tempi difficili degli ultimi mesi di guerra, tra il 1943 ed il 1945, nei territori dell’Alto Adige, del Trentino, del Livinallongo e dell’Ampezzano. In Sudtirolo, l’epoca delle Opzioni prima, e i circa 20 mesi del governo del Commissariato Supremo nazionalsocialista poi, decretarono il tramonto del sistema scolastico locale in lingua italiana. Allo stesso tempo, quest'ultimo cessò di rappresentare il nazionalismo fascista, contrapponendogli l’astro nascente di una scuola tedesca di regime, dalla forte connotazione etnicistica.
Andrea Vitali
Andrea Vitali è nato nel 1967 a Roma, ma vive da oltre vent’anni a Bressanone/Brixen insieme a sua moglie Francesca ed alle due figlie, Benedetta e Maria Elisabeth. Laureato in Germanistica, insegna Italiano seconda lingua in un istituto superiore in lingua tedesca. Appassionato della cultura, lingua e storia del Sudtirolo, nel 2009 pubblica un’ampia monografia storico-artistica su Sabiona/Säben e Chiusa/Klausen (Clausa sub Sabione sita, Weger); nel 2015 discute la sua tesi di Dottorato di ricerca in Pedagogia Generale presso la Libera Università di Bolzano, sul tema della scuola italiana altoatesina all’epoca dell’occupazione nazista (Premio Caterina De Cia Bellati Canal nel 2015 e Premio Claudia Augusta nel 2016).
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