Questo racconto che avevo documentato nelle mie memorie, descrive i sogni o meglio, le ambizioni di una generazione adolescente vissuta nel luogo sbagliato.
Questo racconto che avevo documentato nelle mie memorie, descrive i sogni o meglio, le ambizioni di una generazione adolescente, nata forse nel luogo sbagliato. La descrizione della forte incompatibilità tra il vecchio e il nuovo, tra i figli e i genitori, tra una mentalità e l’altra; tra una sorta di volontà nel cambiare le cose, e quella di lasciare tutto alla continuità, di sempre. Parlo di quella: “continuità” che teneva tutti noi, ben stretta nelle sue mani. Il luogo dove si svolge tutto ciò è quello cui, sono nato. Capri, l’isola isolata; conosciuta ovunque nel mondo come una lacrima “dell’onnipotente”, caduta per puro caso, nel mar Tirreno. La sua bellezza è nota ed è imparagonabile con qualsiasi altra parte, di questa terra. Malgrado la sua fama internazionale l’isola; era almeno in quegli anni e forse ancora oggi, rimasto un paesino di provincia. I giovani, le loro idee, la loro volontà di cambiare proponendo innovazioni, adattando ogni cosa alle loro esigenze, entrava in forte contrasto con tutto ciò che era ben incastonato, in quel sistema arcaico, intessuto da secoli nella cultura isolana. Questa storia mette in risalto non solo le difficoltà ma, le differenze venute a crearsi con chi invece definiva, il “nuovo” come una maledizione biblica. Il caprese tipo, ha sempre visto la passione per la musica anzi, per l’arte in genere, con riluttanza ed un innato scetticismo. Le vecchie generazioni, quelle nate soprattutto sia prima che durante il secondo conflitto mondiale, imponevano ai loro figli, nel seguire la loro stessa sorte; imparando se fosse stato possibile, un mestiere oppure prendere il ben noto: “posto nella SIPPIC”. La sistemazione ambita dalle famiglie capresi.
Nunzio Paturzo
Nasce nella prima metà degli anni 60, sull’isola di Capri, nota per le sue bellezze naturali e la sua storia millenaria. La passione per la letteratura giunge all’indomani del ritrovamento dei suoi diari, custoditi da decenni in un cassetto di un vecchio armadio. Il fascino su ciò che per anni aveva scritto nei suoi diari, hanno indotto Nunzio nel trasformare i suoi racconti, in opere letterarie. “Gl’ultimi istanti di un giorno qualunque“ ultimo lavoro appunto, è il suo quinto volume preceduto poi da: “All’ombra delle ginestre, Colpevoli della propria innocenza, Ritratto di una donna sconosciuta, SOLARIS.” Oggi vive in Germania e non ha mai abbandonato la passione né per la musica e tanto meno, per la scrittura. Non si esclude che vi saranno altri romanzi scritti dalla sua penna.
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